Mer. Ott 14th, 2026

Emilio Fede, addio a un protagonista della TV italiana

Milano — È morto Emilio Fede. Aveva 94 anni. Giornalista, conduttore, volto simbolo della televisione italiana per oltre cinquant’anni, Emilio Fede si è spento lasciando dietro di sé una delle eredità più discusse, complesse e iconiche del giornalismo italiano.

Lo ha annunciato la famiglia con un comunicato ufficiale: «Con profondo dolore, la famiglia tutta annuncia la scomparsa di Emilio Fede, amato fratello, padre e nonno, giornalista e volto storico del panorama televisivo italiano».

Fede è stato uno dei pionieri dell’informazione televisiva nel nostro Paese. Nato a Barcellona Pozzo di Gotto (Messina) il 24 giugno 1931, aveva iniziato la carriera giornalistica nella carta stampata per poi passare alla Rai negli anni ’50. Volto del TG1 già dagli anni ’60, fu direttore dello stesso telegiornale dal 1981 al 1982, prima di passare a Mediaset, dove avrebbe legato indissolubilmente il proprio nome al TG4, di cui fu direttore e conduttore per quasi vent’anni, dal 1992 al 2012.

La sua cifra stilistica era inconfondibile: tono diretto, piglio deciso, spesso sopra le righe. Un giornalismo “di parte”, come amava definirlo lui stesso, in anni in cui la TV generalista italiana andava trasformandosi profondamente. Stimato, criticato, a volte irriso, ma mai ignorato. Emilio Fede è stato uno dei più discussi sostenitori del berlusconismo, e il suo TG4 ne è stato, a lungo, uno dei megafoni principali.

Con la sua conduzione teatrale, tra il commento e l’enfasi, Fede ha anticipato modi e stili della televisione contemporanea, spesso al centro di polemiche per le sue prese di posizione forti, per le sue dichiarazioni al limite, per l’uso spregiudicato del mezzo. Ma va detto: Emilio Fede sapeva fare televisione. Aveva il fiuto della notizia, la capacità di tenere il pubblico incollato allo schermo, e una naturalezza comunicativa che pochi altri hanno saputo eguagliare.

I suoi servizi dalle zone di guerra, le lunghe dirette durante i momenti di crisi — come durante l’attacco alle Torri Gemelle l’11 settembre 2001 — sono entrati nella memoria collettiva. Ma anche gli scivoloni, le frasi discutibili, le uscite infelici che lo hanno spesso portato sotto i riflettori più per le polemiche che per il giornalismo.Negli ultimi anni, Fede era uscito dai radar dell’informazione quotidiana, ma il suo nome è rimasto nell’attualità per vicende giudiziarie legate al caso Ruby, in cui fu condannato in via definitiva nel 2017 per favoreggiamento della prostituzione minorile. Un capitolo amaro della sua vita, che ha segnato in modo netto la sua uscita di scena dalla televisione e dal mondo giornalistico. Nonostante tutto, Emilio Fede ha continuato a farsi sentire con interviste, libri, interventi televisivi sporadici e la volontà di rimanere, comunque, parte del dibattito pubblico.

“Mi piace essere ricordato come un uomo che ha fatto il suo mestiere con passione,” aveva dichiarato in una delle sue ultime interviste. E probabilmente, al netto delle divisioni che ha suscitato, è proprio questa passione — a volte eccessiva, ma autentica — a descrivere meglio di ogni altra cosa il suo percorso.I funerali si terranno giovedì presso la chiesa del Dio Padre, in Strada di Spina 3 a Segrate, Milano. L’orario sarà comunicato nelle prossime ore.

Con la scomparsa di Emilio Fede si chiude un’altra pagina di quella televisione che ha raccontato l’Italia dagli anni del boom economico fino all’era digitale. Un’Italia che cambiava volto e che Fede, con tutte le sue contraddizioni, ha contribuito a raccontare, modellare, dividere. Nel bene e nel male, un protagonista. Uno che, come pochi altri, ha lasciato il segno.

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