Mer. Lug 15th, 2026

Ultimo, nome d’arte di Niccolò Moriconi, il 4 luglio 2026 ha scritto un nuovo capitolo della storia della musica italiana.
Duecentocinquantamila persone riunite per un unico evento, nel cuore di Tor Vergata: il frutto di un sold out registrato un anno prima, in meno di tre ore dall’apertura delle vendite.

Una favola per sempre
La carriera di Ultimo prende ufficialmente il via nel maggio del 2016, quando, dopo aver vinto un concorso musicale, viene scelto dall’etichetta Honiro Label. L’anno successivo apre il concerto di Fabrizio Moro a Roma, artista che diventerà negli anni un punto di riferimento umano e professionale.
Non è un caso che Moro sia stato l’unico ospite del maxi concerto di Tor Vergata: un gesto di riconoscenza nei confronti di un amico che lo accompagna ormai da dieci anni.
Negli anni Ultimo conquista un traguardo dopo l’altro, fino a diventare, a soli 23 anni, il più giovane artista italiano a riempire lo Stadio Olimpico di Roma: 64.000 spettatori per il suo debutto. Nel 2021, in piena pandemia di Covid-19, firma un altro momento simbolico della sua carriera con un concerto in streaming dal Colosseo, completamente a porte chiuse.
Poi il ritorno negli stadi, stagione dopo stagione, con un numero di date sempre maggiore. Fino al 2025, quando annuncia il progetto più ambizioso della sua carriera: un’unica data, 250.000 biglietti e una location mai utilizzata prima per un concerto di questa portata nella musica italiana, i prati di Tor Vergata.
Con questo evento supera il precedente primato detenuto da Vasco Rossi. Il “Raduno degli Ultimi” ha trasformato Roma per un giorno: metropolitane attive per 24 ore consecutive, navette gratuite dedicate all’evento, punti ristoro, aree di servizio, sei pit e un’organizzazione senza precedenti, nonostante alcuni inevitabili disagi legati all’enorme afflusso di pubblico.
Un progetto immenso, reso possibile non solo dall’amore dei fan per l’artista, ma soprattutto dall’affetto verso Niccolò, la persona dietro il nome d’arte.

Una scaletta formata da quaranta canzoni, che celebravano la lunga carriera dell’artista a partire dal primo album: Pianeti fino ad arrivare all’ultimo, primo in classifica FIMI nello stesso giorno dell’uscita, “Il giorno che aspettavo”.

Due giorni prima dell’evento, il 2 luglio durante le prove generali, ha aperto i cancelli a 1500 persone con diverse disabilità. “L’emozione nei vostri occhi è qualcosa che non potremo mai dimenticare, per questo faremo di tutto per far sì che quella di ieri non sia stata “solo” una prima volta, ma la prima di molte altre. È una promessa”, scrive Ultimo in una lettera pubblicata online.

È un legame quasi intimo. Nelle canzoni di Ultimo migliaia di persone ritrovano i propri pensieri più nascosti, le proprie fragilità, le proprie speranze. E cantarli a squarciagola insieme a un quarto di milione di persone diventa un’esperienza catartica, un modo per sentirsi meno soli.
Per una notte Ultimo si è sentito davvero “Primo”. Primo perché è riuscito a muovere un’intera città, un intero Paese, per un solo concerto. Ma soprattutto perché vedere qualcuno realizzare il proprio sogno attraverso la sensibilità di centinaia di migliaia di persone fa sentire, in qualche modo, parte di quella stessa realizzazione.

Perché se Niccoló in una live su Instagram di 9 anni fa, trasmessa sugli schermi che costellavano Tor Vergata, si chiedeva se avrebbe mai riempito la cantina di casa sua, sa che inseguire il suo sogno l’ha portato ad essere il primo cantante in Italia a riunire cosi tante persone per un solo artista. Sa di esserci riuscito, a pieni titoli, con gli occhi di duecentocinquanta mila persone puntati addosso, emozionate per vivere con lui la sua Favola Per Sempre.

“Da quando ero bambino, solo un obiettivo
Dalla parte degli ultimi, per sentirmi primo”
Sogni Appesi

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