Si è spento a Roma, all’età di 89 anni, nella sera dello scorso 16 agosto, il re dei presentatori italiani, Pippo Baudo. La notizia è stata confermata dalla famiglia e dal suo storico legale e amico fraterno, Giorgio Assumma.
Il Teatro delle Vittorie, uno dei luoghi più cari al conduttore, ad ospitare il feretro di Pippo per permettere ai suoi estimatori di salutarlo un’ultima volta. Il suddetto tributo è stato voluto dai vertici Rai, in accordo con la famiglia del presentatore, e decisi poi gli orari della camera ardente:
• Lunedì 18 agosto: 10:00-20:00 (ca);
• Martedì 19 agosto: 9:00-12:00.
I funerali avranno sede nella sua amata Militello Val di Catania, mercoledì 20 agosto alle 16:00 nella chiesa di Santa Maria della Stella. Si potrà assistere alla celebrazione in differita grazie alle diretta di Tg1, dalle 15:30 alle 18:10.
L’ultimo, iconico, presentatore contava conduzione più lunga del festival di Sanremo, ben 13, tra cui 5 consecutivi dal 1992 al 1996, alla stregua di Mike Bongiorno e Amadeus. Durante un’ospitata a “La tv fa 70”, programma condotto da Massimo Giletti, Baudo rimproverò Amadeus, quando decise che quello del 2024 sarebbe stato il suo ultimo festival da conduttore, il Pippo Nazionale che la vedeva lunga sui talenti.
Un grandissimo amore per la musica, in particolare quella classica e la grande ammirazione dei confronti di Pippo Caruso “invidiavo la bravura di Pippo Caruso con cui ho stretto una forte amicizia. Dirigere tanti musicisti è davvero un’emozione indescrivibile: io so suonare solo il pianoforte”; un fiuto incredibile nello scovare talenti, dalla Pausini alla Cuccarini, e la passione per lo spettacolo, il cocktail perfetto grazie al quale è riuscito a guadagnarsi l’affettuoso soprannome di “Superpippo”. Il suo unico rimpianto, “non aver lavorato con Raffaella Carrà” come affermato dallo stesso Baudo alla morte della showgirl.
Oltre 150 programmi televisivi tra cui Settevoci, Canzonissima, Domenica in, Fantastico, ma soprattutto il Festival, ricordiamo Gigi Sabani, grandissimo comico imitatore, che amava ripetere, imitando il presentatore, “il Festival l’ho inventato io!”.
Una longeva carriera da protagonista, premiata con il riconoscimento di “Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana”, conferitogli il 22 settembre 2021, dal presidente Sergio Mattarella.
La scomparsa di Pippo Baudo segna la fine di un’era della televisione italiana, ma il suo lascito culturale continua a vivere anche nel linguaggio. Lo dimostra la serie di neologismi registrati dalla Treccani – tra cui pippobaudismo, baudismo, baudesco, baudiano, baudeggiare – che testimoniano l’impatto profondo del conduttore sull’immaginario collettivo. Più che uno stile, il “pippobaudismo” è diventato sinonimo di una poetica televisiva capace di unire intrattenimento e cultura, leggerezza e rigore. Dai lunghi programmi serali agli atteggiamenti sul palco, l’influenza di Baudo ha definito un modello riconoscibile al punto da entrare stabilmente nel vocabolario della critica televisiva e nel cuore di un pubblico affezionato, il cosiddetto “pippobaudista”.
Il mondo dello spettacolo si unisce nel tributo a Pippo Baudo, una delle icone della televisione italiana, che ha recentemente ricevuto emozionanti messaggi di affetto e gratitudine da colleghi e amici. Artisti di ogni generazione, tra cui Fiorello, Carlo Conti e Amadeus, hanno espresso il loro apprezzamento per il suo impegno e la sua carriera senza pari.
Fiorello, visibilmente commosso, ha dichiarato: “Pippo è stato il maestro per tutti noi, una fonte di ispirazione che ha reso possibile ciò che oggi vediamo in tv”. Carlo Conti ha sottolineato quanto Baudo abbia “aperto la strada per le nuove generazioni di conduttori, portando la professionalità e il carisma in ogni programma”. Anche Amadeus ha voluto fare i suoi ringraziamenti, evidenziando il legame che lo univa a Baudo e come quest’ultimo abbia influenzato la sua carriera: “Pippo è stato il mio punto di riferimento, un esempio di eleganza e capacità”.
Anche altre personalità del piccolo schermo, come Lorella Cuccarini e Paolo Bonolis, hanno reso omaggio al conduttore, definendolo “un pilastro della televisione” e “un faro che ha guidato intere generazioni di spettatori”. Un ringraziamento corale che celebra non solo l’uomo, ma anche il suo impatto duraturo sulla cultura televisiva italiana.
Pippo Baudo, con la sua voce inconfondibile e il suo sorriso mai dimenticato, ha scritto pagine indelebili nella storia della televisione italiana. I saluti e i ringraziamenti che gli arrivano da ogni angolo dello spettacolo non sono solo il riconoscimento di una carriera straordinaria, ma anche il tributo a un uomo che ha saputo, con eleganza e passione, coniugare talento e umanità, diventando un vero e proprio simbolo di televisione. La sua eredità, che continua a vivere nei volti di chi lo ha seguito e ispirato, resterà sempre un faro luminoso per le future generazioni.

