Dom. Lug 14th, 2024

Portici: Giornate Fai al Convento di Sant’Antonio

Uno dei cinque frati rimasti nel convento si racconta ai microfoni di Comete.

A due passi dal Palazzo Reale di Portici, lungo Via Università, è ubicato il convento di  Sant’ Antonio. Secondo un’antica leggenda il convento  fu  fondato da San Francesco  durante un suo viaggio a Portici. Carlo di Borbone, poi, lo fece intitolare a Sant’Antonio. A popolarne le sale oggi, sono rimasti in pochissimi.

La redazione di Comete a provato a intervistarli.

Frate Claudio è uno dei cinque frati che abitano nel convento la cui vita quotidiana è scandita dalla preghiera, dalla gestione ordinaria della casa, dai lavori  manuali,  dall’accoglienza  e  dall’apostolato  condiviso  con  tutta  la  fraternità. L’età  media dei frati è di 60 anni.  

Qual è la sua opinione riguardo il rapporto tra la Chiesa ed i giovani?

“I cambiamenti culturali al giorno d’oggi sono più repentini rispetto  al passato”. Frate Claudio prosegue spiegando che, a suo avviso, ciò comporterebbe una maggiore responsabilità per la Chiesa,  che deve cercare di trovare una nuova modalità per portare un messaggio  che è in contrasto con il pensiero degli adolescenti. Commentando l’iniziativa delle giornate Fai, grazie alle quali molti studenti del territorio hanno potuto visitare il convento, il Frate  ha  aggiunto  che,  secondo  la  sua  opinione,  i  riferimenti  artistici  presenti  in Campania  andrebbero maggiormente valorizzati per permettere ai giovani di conoscere la storia  della loro regione. 

“Siamo  frati  perché  San Francesco  voleva  che  la  comunità  fosse  un  po’  come  una  famiglia e per questo condividiamo  tutto”: frate Claudio ha concluso la sua intervista con  queste  parole,  spiegando  l’essenza  dell’ordine  francescano. 

Martina Ambrosino,

Claudia Damiano,

Claudia Lo Conte

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