C’è un pezzo di storia che torna a respirare a Scampia. Non la cronaca delle difficoltà o delle ferite, ma quella della speranza, della fede e di una rinascita possibile. Lunedì 10 novembre, alle ore 18.30, presso la Parrocchia Maria Santissima del Buon Rimedio, si terrà la presentazione del volume “Quando Giovanni Paolo II portò il mondo a Scampia – Storia dell’incontro tra un santo e la periferia”, firmato dal giornalista Massimo Iaquinangelo e da don Alessandro Gargiulo, parroco e decano del quartiere.
Pubblicato da Rogiosi Editore, il libro non è solo una ricostruzione storica: è un viaggio nel cuore di una comunità che, nel 1990, vide aprirsi le sue strade e il suo cielo alla visita di Papa Giovanni Paolo II. Quel giorno, in un quartiere spesso raccontato solo attraverso il dolore e le contraddizioni, arrivò la voce di un uomo capace di trasformare le ferite in forza, la periferia in centro del mondo.
Gli autori hanno saputo intrecciare ricerca giornalistica e testimonianze dirette, ridando voce ai protagonisti di quel momento storico: un evento che per Scampia fu molto più di una visita, fu un segno, un abbraccio, una promessa di rinascita. A dialogare con gli autori ci saranno personalità di rilievo del mondo ecclesiastico e istituzionale: Mons. Antonio Di Donna, Vescovo di Acerra e Presidente della Conferenza Episcopale Campana, e Michele Di Bari, Prefetto di Napoli. A moderare l’incontro sarà Domenico Falco, vicepresidente dell’Ordine dei Giornalisti della Campania, con l’intervento di Rosario Bianco per Rogiosi Editore.
Il libro è il risultato di un lavoro accurato e appassionato, tra archivi, articoli d’epoca e memorie personali, che restituisce la grandezza semplice di un gesto: l’incontro tra un Papa e una comunità che cercava di rialzarsi, tra la santità e la periferia, tra il cielo e la terra di Scampia. Un invito, ancora oggi, a non dimenticare che anche nei luoghi dove la vita sembra più difficile può nascere una luce capace di cambiare tutto.
L’ingresso è libero: perché la memoria di un incontro così grande appartiene a tutti.

