Ven. Apr 19th, 2024

L’Italia non ha mai fatto i conti con il suo passato: Nico Pirozzi presenta il suo nuovo libro “Italiani Imperfetti” al Salone del Libro.

L’Italia è un paese che non ha mai fatto i conti con il suo passato.
Nico Pirozzi, giornalista e storico autore di numerosi saggi sulla Shoah, evidenzia ciò nel
suo ultimo testo “Italiani Imperfetti” presentato al Salone del Libro di Portici. Nel testo racconta la
deportazione della neonata Luciana Pacifici, di suo cugino Paolo Procaccia e delle loro
famiglie.
Entrambi i bambini morirono nel convoglio che li stava portando nei campi di sterminio
davanti agli occhi dei loro genitori.
Una storia comune la loro avvenuta nei territori della Repubblica di Salò. Il bel paese,
secondo l’autore, questi eventi non li ha mai davvero metabolizzati, ma ha, invece. adottato
una narrazione falsa e fuorviante lavandosi le mani della deportazione ebraica bollandola,
come un fenomeno esclusivamente tedesco.
“Va raccontata la verità. – afferma l’autore -Nella giornata del ricordo il presidente Mattarella ha asserito che
la nostra democrazia si basa sulla verità storica. Sono rimasto allibito, al massimo si
poteva dire, in modo più schietto ed onesto, che in nome della continuità dello Stato e della
necessità di non rompere gli equilibri politici si era adottata una narrazione falsata della
storia (nel post-guerra n.d.r.) dove gli Italiani erano buoni. Ma oggi, passati ottant’anni, si
potrebbe affermare ciò che l’Italia ha fatto durante la seconda guerra mondiale. Basti
pensare che la strada a Napoli intitolata a Luciana Pacifici era sino a poco tempo fa
dedicata a Gaetano Azzariti, giurista che nel 1938 aderì al manifesto della Razza
divenendone presidente. L’attuale istituzione culturale più importante di Napoli, la
biblioteca di Stato, è intitolata a Vittorio Emanuele III, che firmò le leggi razziali.
Addirittura l’ultima legge discriminatoria contro gli ebrei, che impediva loro di usare piccioni
viaggiatori, è stata abolita solo nel 2009.”

Nico Pirozzi attacca anche l’approccio scarno con cui si affrontano questi temi nelle scuole
parlando dell’approccio pedagogico che si dovrebbe avere nei confronti della Shoah.
“La colpa non è tanto dei giornalisti che comunque hanno spesso fatto denunce, ma i
programmi scolastici dove gli ultimi anni di storia e soprattutto il Novecento vengono
trattati superficialmente o non vengono trattati affatto. Bisogna creare interdisciplinarietà, e
soprattutto concentrarsi sulle cause scatenati degli eventi.” conclude Pirozzi.
Giorgio Pirozzi
Gianpaolo Mazzarella

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