Mar. Giu 25th, 2024

Ancora ritardi per la legge contro l’omofobia: ferma al varco la legge Zan

La Lega blocca l’approvazione della legge Zan procrastinandone così la calendarizzazione

La legge Zan, promossa dall’omonimo deputato del Partito Democratico Alessandro Zan, estende i reati contro l’istigazione all’odio e alla violenza razziale, etnica e religiosa e prevede l’introduzione del reato di omotransfobia per chi discrimina, minaccia e aggredisce omosessuali e transgender.

A seguito dell’ennesima aggressione omofoba, avvenuta questa volta nella stazione di Valle Aurelia, a Roma, si è riaccesa la discussione riguardo la necessità immediata di una legge come quella Zan voluta dal Pd e dal M5s per poter garantire protezione e giustizia. Il disegno di legge è stato già approvato dalla Camera ed ora è fermo in Senato in attesa di un’altra approvazione. Approvazione che però tarda ad arrivare per la forte azione di ostruzionismo da parte della Lega, di Forza Italia e di Fratelli D’Italia che stanno ostacolando e rallentando l’iter legislativo.

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 “Anche per oggi niente Zan .Ne parleremo più avanti con la speranza che prevalga il buon senso. Le valutazioni sull’incardinamento di leggi ideologiche, inutili e divisive possono aspettare”. Queste le parole con le quali  Simone Pillon, senatore leghista, ha commentato la mancata calendarizzazione del disegno di legge Zan e che hanno provocato non poco scalpore. Le risposte a questa provocazione non hanno tardato ad arrivare, in particolar modo da parte del mondo della musica: l’artista Elodie ha espresso molto direttamente il suo parare a riguardo sui suoi profili social: “ Siete indegni, questa gente non dovrebbe essere in Parlamento. Questa gente è omotransfobica”. Le parole della cantante, che ha incantato l’Italia con le sue performance a Sanremo 2021, sono state seguite da un altro grande artista della scena pop italiana, Fedez. Il rapper di Buccinasco, comune di Milano, si è rivolto direttamente a Simone Pillon, commentando così le sue parole: “Le dico una cosa da padre signor Pillon, io ho un figlio di tre anni che gioca con le bambole e questa cosa non desta alcun turbamento in me e non provocherebbe alcun turbamento in me se un giorno dovesse sentire l’esigenza di truccarsi, mettersi il rossetto, di mettersi lo smalto, una gonna perché ha il diritto di esprimersi come meglio crede mio figlio”. “ La cosa che mi destabilizzerebbe ”, ha aggiunto il marito di Chiara Ferragni, “è sapere che vive in uno Stato che non tutela il suo sacrosanto diritto di esprimersi in piena libertà, cercando di arginare le dinamiche discriminatorie e violente che molto spesso si verificano in questo Paese. Questa per me è una priorità”.

FRANCESCO VIOLANTE

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