Mar. Giu 25th, 2024

Notte nazionale del liceo classico, il Flacco di Portici rende omaggio alla cultura classica

Il 19 aprile si è tenuta in tutta Italia la notte bianca dei Licei Classici dove gli studenti diventano i veri e propri protagonisti dell’intera serata. La bellezza della notte del Classico è proprio l’unione dei ragazzi con la cultura classica. Per l’occasione il Liceo Quinto Orazio Flacco  di Portici con molto impegno ha portato in scena tematiche diverse, da Napoli alla condanna di Cesare, dalla figura di Elena alla lettura metrica di Leopardi in greco

di Chiara Chirico e Beatrice Varone

 

Processo ad Elena

Ad aprire gli spettacoli della notte bianca, ci ha pensato la 3C con la rappresentazione teatrale del “Processo ad Elena”.

“Processo ad Elena” diretto da Marcella Raiola vede la protagonista della vicenda intenta a destreggiarsi tra chi le va contro: Teucro (Silvia Musto) ed Ecuba (Chiara Punzo).

Elena (Chiara Chirico) si ritrova sola, a doversi difendere con il solo uso delle sue parole, definite false e portatrici di morte. Una sola donna, Teonoe (Grazia De Falco) la difende a spada tratta. Elena non è solo l’aitos della guerra di Troia, é la voce pienamente narrante.

Chiara Chirico, interprete di Elena, è rimasta in ogni modo entusiasta dell’intera serata. “Esperienza meravigliosa, ci siamo divertite tanto. È stata anche una grandissima occasione per metterci in gioco. Il classico non è soltanto fare versioni, ma in questo modo diventa un fare il classico a tutto tondo. L’arte, la filosofia, la letteratura. Tutte insieme in una sola serata”.

La soddisfazione e la fierezza per il lavoro compiuto dai compagni durante lo spettacolo sono condivise anche dal resto della classe, come testimoniato dalle parole di Beatrice Varone, una delle alunne che ha assistito alla rappresentazione.

“Essere parte della Notte Nazionale del Liceo Classico è stata un’esperienza indimenticabile. Vedere la mia classe prendere vita sul palco, dando vita a drammatizzazioni e recital di antichi testi classici, è stato semplicemente magico.

La passione e l’impegno con cui i miei compagni hanno portato avanti il loro lavoro è stato evidente in ogni singola performance. Ogni gesto, ogni parola, trasudava amore per la cultura classica e per la storia che essa rappresenta. È stato un vero onore poter essere parte di un evento così speciale”.

Omaggio a Napoli ed Enzo Moscato

“L’unica cosa che resta di Napoli è la voce di Enzo Moscato”

Sono i ragazzi di 3A (Liceo Classico indirizzo tradizionale) che durante la notte del classico omaggiano il drammaturgo napoletano ricordando frammenti delle sue opere.

A detta di Aldo Fusco la scelta di portare questo famoso autore napoletano è stata and inspirata dalla professoressa Maddalena Alini che è riuscita a trasmettere ai suoi alunni la sua passione.

“Credo che la scelta sia chiara, per omaggiare Napoli chi migliore di Enzo Moscato. Un simbolo impattante dal punto di vista di drammaturgia e poesia.”

Il drammaturgo è venuto a mancare proprio durante quest’anno, a Gennaio, lasciando alla sua città una ricchissima eredità culturale.

Afferma Margot Festa che per l’appunto “le parole di Enzo Moscato denotano perfettamente il suo tempo e tutt’oggi per Napoli hanno ancora un grande significato” aggiungendo poi che “tutto è plasmabile dalla voce di Enzo Moscato, lui ha descritto tutto di Napoli”.

Il discorso di Marco Antonio sul cadavere di Giulio Cesare

Gli studenti della classe 2C hanno messo in scena uno spettacolo classico senza pari, presentando al pubblico il “Discorso di Marco Antonio sul cadavere di Giulio Cesare”.

La decisione di portare in scena un discorso funebre così significativo è stata presa dagli stessi studenti, che hanno descritto l’evento come “la prima congiura di notevole successo” e come “un momento di grande importanza nella storia di un personaggio così illustre come Giulio Cesare”. Ǫueste parole sono state pronunciate da Gennaro Giudizioso, interprete di Bruto, il quale ha sottolineato l’importanza storica e culturale di questo momento cruciale, definendolo “solo l’inizio di una serie di eventi violenti nel contesto politico che arriveranno ad influenzare persino la modernità”.

Lorenzo Renna, che si esibisce nello spettacolo nel ruolo di Marco Antonio, desidera invece focalizzare l’attenzione degli spettatori sull’importanza del personaggio che sta interpretando. Il giovane infatti considera questo discorso come “uno dei momenti più cruciali della storia di Roma” e come “il geniale stratagemma che ha completamente ribaltato la situazione”.

A partecipare a questa serata, non ci sono stati solo gli alunni prettamente del classico, ma anche ragazzi di altre sezioni.

Martina Caccavallo (3G) l’ha definita una “bellissima idea” e si è occupata con altri ragazzi di ritrarre divinità all’ingresso dell’auditorium. Per lei l’arte è “uno stile di vita ed un modo di essere”. Importante, per tutti, come l’arte riesca ad aprire la mente verso altre discipline, facendo apprezzare la cultura classica anche a chi ha scelto un indirizzo diverso.

“Eis Selenen”, un unico coro.

Tutti i licei d’Italia partecipanti alla Notte del classico si sono ritrovati ad avere la stessa chiusura: la lettura in greco dell’Ode II di Leopardi.

 

Il liceo Ǫuinto Orazio Flacco ha seguito questa tradizione, ed è la 5A a presentarla al pubblico in auditorium. Lettura in metrica al centro, traduzione ai lati. Per i ragazzi della 5A è stata la prima vera notte del classico, dopo anni in cui la scuola non è si è resa partecipe per l’emergenza covid-19.

I loro riscontri sono entusiasti e comunque, molto soddisfatti del lavoro fatto. Hanno portato alcuni epigrammi degli autori studiati quest’anno: Filodemo di Gadara, Marziale e Leopardi.

La classe ha fatto degli incontri con il papirologo Gianluca del Mastro che è riuscito tramite l’intelligenza artificiale a ricostruire degli antichi papiri.

I ragazzi hanno pensato di collegarlo con Filodemo di Gadara che in alcuni estratti fa riferimenti al Golfo Di Napoli.

Per Claudio Scafoglio, rappresentante d’istituto, la scelta dell’autore è perfetta perché “rappresenta pienamente il filo della classicità” difatti Filodemo scriveva in greco in un contesto pienamente romano, dato che ha operato principalmente ad Ercolano

Mariateresa Mazzeo, che ha partecipato con la sua classe, dichiara che “hanno seguito proprio la linea del Vesuvio” come argomento principale della loro lettura. Il greco è diventato protagonista, così come il contesto in cui si trovano. È Parthenope, ad essere raccontata.

Aggiunge Marcella Palermo che “la notte bianca era stata per lungo un emblema” dato che nei precedenti quattro anni non ne hanno mai fatto parte e che “è stata una bellissima esperienza partecipare”

La lettura finale è stata frutto, a detta di Claudio Scafoglio, di coordinazione e cooperazione. “Non si tratta solo di leggere epigrammi singoli, ma anche di organizzarci tra noi. È stato difficile ma non potevo aspettarmi di meglio”.

Lui stesso ha definito questa serata una “riscoperta piena del mondo classico”

“Come quinta avevamo più consapevolezza di ciò che avremmo fatto e ci ha unito ancora di più come classe” sono le parole di Rosanna Iamunno in merito a questa bellissima serata.

L’opportunità di esplorare una cultura affinata durante cinque anni di liceo, insieme alla riscoperta dei legami con i compagni di classe, è stata un risultato significativo. La Notte Bianca non si limita a riscoprire i testi, ma anche i rapporti umani.

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