Mer. Ott 14th, 2026

Oltre i confini di Portici: le sfide e le opportunità dell’internazionalizzazione

in collaborazione con Margaret Giudizioso

Il 13 novembre nella Sala Cinese del Palazzo Reale di Portici si è tenuto un incontro ricco di contenuti, emozioni e visioni sul tema dell’internazionalizzazione, del plurilinguismo e del benessere scolastico. Non è sembrata casuale la scelta della la Sala Cinese, espressione simbolica del vedere oltre la propria cultura, le proprie abitudini.

La giornata si è aperta con il coro del liceo, che ha accolto i partecipanti con un momento musicale intenso e coinvolgente, simbolo di armonia e unità: la musica, come le lingue, è un linguaggio universale che unisce.

Dopo l’apertura, ha preso la parola la dottoressa Domenica Addeo, referente dell’Ufficio Scolastico Regionale per la Campania, che ha portato i saluti del direttore generale Ettore Accerra, da sempre sostenitore di tutte le iniziative che promuovono la dimensione europea della scuola. Nel suo intervento, la dottoressa Addeo ha sottolineato l’importanza di creare scuole capaci di declinare le competenze europee e internazionali nei propri curricula, progettando comunità educanti “che sappiano lavorare nel micro e nel macro”, dal contesto locale a quello globale. Ha ricordato i percorsi di eccellenza come Esabac e CertiLingua, strumenti che offrono agli studenti non solo il potenziamento linguistico, ma anche la possibilità concreta di costruire un’identità europea.

Subito dopo, la dottoressa Daniela Massarotto del Ministero dell’Istruzione e del Merito ha ribadito quanto il suo ufficio creda nel valore dell’internazionalizzazione come percorso di crescita collettiva. “Far crescere le singole scuole – ha spiegato – significa far crescere l’intero sistema educativo”. La stessa prospettiva è stata ripresa da Iolanda Giovidelli, preside del Liceo Quinto Orazio Flacco, che ha raccontato come siano nate le Linee guida per l’internazionalizzazione: un documento che mira a rendere effettivo il diritto di ogni cittadino europeo a lavorare e a vedere riconosciuti i propri titoli in tutta l’Unione. La Giovidelli ha insistito sull’importanza della competenza multiculturale, cioè la capacità di agire in modo adeguato in base al contesto, ai ruoli e ai bisogni, ricordando che “l’internazionalizzazione non è un fine, ma un approccio globale che deve rendere le scuole inclusive, accoglienti e pronte allo scambio culturale”.

Tra gli interventi più apprezzati c’è stato quello di Gisella Langé, una delle figure più autorevoli nel campo della politica linguistica europea, che ha invitato a riflettere su tre parole chiave: internazionalizzazione, innovazione e invenzione. “Il prefisso in- – ha spiegato – le unisce non solo foneticamente ma anche nel significato: indica un movimento, una spinta verso l’apertura e la scoperta”. Citando l’OECD, Langé ha definito l’innovazione come “il piacere di scoprire, apprendere e conoscere cose nuove”, un modo per affrontare le sfide più complesse e migliorare la vita delle persone. Ha poi presentato la guida europea “Go International”, un documento operativo che aiuta scuole, istituti tecnici e centri di formazione per adulti a costruire strategie concrete di internazionalizzazione. Nel suo intervento, Langé ha anche sottolineato l’importanza delle soft skills e delle competenze socio-emotive, ricordando la Legge n. 22 del 19 febbraio 2025, che le inserisce ufficialmente nel curriculum scolastico italiano. “Empatia, resilienza e capacità di imparare a imparare – ha detto – sono le nuove chiavi del successo educativo. Internazionalizzare non significa solo aprire le finestre sul mondo, ma imparare a guardarlo con occhi nuovi. Connect, share, inspire and… smile!”.

Un altro tema centrale della giornata è stato quello del benessere scolastico. Le scuole sono state invitate a riflettere su come creare ambienti di apprendimento inclusivi, in grado di sostenere lo sviluppo personale, emotivo e relazionale degli studenti. Il benessere, è stato ribadito, non è un obiettivo finale ma un percorso quotidiano di crescita e consapevolezza.

La parola è poi passata alla professoressa Nunzia Galli, referente per il progetto Esabac in Campania, che ha raccontato l’esperienza di questo percorso triennale di doppio diploma italo-francese, riconosciuto come uno dei migliori esempi di cooperazione educativa in Europa. “In Campania – ha detto – abbiamo oltre settanta classi coinvolte, un risultato che conferma quanto la nostra regione creda nel valore del plurilinguismo”. Ha ricordato inoltre la collaborazione con l’Académie di Grenoble e l’importanza degli assistenti di lingua madre, la cui presenza nelle scuole, frutto di accordi bilaterali con sette Paesi europei, rappresenta una straordinaria occasione di scambio culturale e crescita linguistica.

L’intervento di Virginia Lanzotti, delegata Erasmus del Dipartimento di Chimica Organica dell’Università Federico II, ha posto l’accento sul valore umano delle esperienze Erasmus: “La marcia in più dell’Erasmus è mettersi in gioco. Studiare all’estero ti aiuta a capire chi sei davvero”. Lanzotti ha spiegato come la Federico II abbia deciso di distribuire i fondi Erasmus anche in base all’ISEE, per rendere la mobilità più inclusiva, e ha ricordato che “vivere all’estero, soprattutto dopo il Covid, aiuta molti giovani a superare stati d’ansia e insicurezze. A volte partire è il primo passo per ritrovarsi”.

Di esperienze formative e trasformative ha parlato anche Cristiana Panicco, direttrice dell’Istituto Sant’Anna di Sorrento, che accoglie ogni anno oltre milleduecento studenti americani. “L’internazionalizzazione – ha raccontato – ha un potere trasformativo: i ragazzi diventano più autonomi, empatici e consapevoli dei propri valori. È un’esperienza che arricchisce la mente e il cuore”. I suoi studenti partecipano a programmi di study abroad, tirocini e attività di volontariato legate al territorio, per un apprendimento autentico e immersivo.

Una testimonianza intensa è arrivata poi da Elvira Zingone, fondatrice del Proyecto España. Dopo aver vissuto a Salamanca con il programma “Leonardo”, Zingone ha deciso di creare un progetto che unisse lingua, cultura e benessere. “Non organizziamo viaggi studio – ha spiegato – ma esperienze didattiche e di vita. Lo yoga e la meditazione sono strumenti di consapevolezza che aiutano i ragazzi a conoscersi e a gestire le emozioni”. Il suo Progetto Pampaneira, nato in Andalusia e gemellato con Praiano, propone un modello educativo basato su benessere psicofisico, ecologia, rispetto e scambio interculturale.

Tra gli interventi più suggestivi, quello della professoressa Marcella Raiola, che ha raccontato il progetto Tesis en tres minutos, nato da una collaborazione con una collega spagnola. “Abbiamo costruito una lezione sulle Colonne d’Ercole, simbolo del limite da superare. Nello stemma spagnolo c’è scritto Plus Ultra, andare oltre, ed è questo il motto della conoscenza”. Gli studenti italiani e spagnoli hanno presentato ricerche di tre minuti sulle nuove scoperte archeologiche di Pompei e Cuma, confrontandole con le testimonianze romane in Spagna. “È stato un modo per unire latino, storia e tecnologia, usando anche l’intelligenza artificiale nella decifrazione dei papiri”, ha spiegato Raiola, sottolineando come il latino sia ancora oggi “la piattaforma su cui si intrecciano tutte le lingue moderne”.

A concludere la giornata è intervenuta la professoressa Ivana Dell’Aversano, che ha annunciato con orgoglio la nascita della sezione Cambridge International del liceo classico. “Il nostro istituto ha ottenuto l’accreditamento come Cambridge School – ha spiegato – e i nostri studenti potranno studiare alcune discipline in inglese e conseguire la certificazione IGCSE. È un investimento sul futuro, un modo per preparare cittadini del mondo”.

Una testimonianza reale di due di questi progetti di collaborazione, in particolare con la Germania, é stata raccontata da cinque alunni del liceo Flacco, frequentati gli indirizzi linguistico e classico. Lo scopo di questi era educare alla multiculturalità, obiettivo raggiunto con successo tramite la presentazione dei legami tra il territorio tedesco e quello italiano, strettamente connessi dalla storia e dalle abitudini nate durante l’Impero romano: le consuetudini culinarie latine si sono radicalizzate così profondamente da rimanere salde nelle nostre, ricordandoci così come il cibo non sia solo nutrimento per i nostri corpi, ma anche per le relazioni umane. Nonostante nella piccola città di Bad Nennorf, dove gli studenti della 4c hanno alloggiato lo scorso aprile durante un progetto Erasmus, si sia svolta la battaglia di Teutoburgo, decisiva per la storia romana, i ragazzi sono tornati a casa con un messaggio di speranza e pace, ma soprattutto con nuovi stimoli: “La curiosità genera scoperta”, frase che per loro si é tradotta con la consapevolezza che solo vivendo a pieno il territorio estero é possibile comprendere appieno altri stili di vita senza demonizzarli, ma apprezzandoli nella loro diversità.

A moderare l’incontro é stata la giornalista Paola Meola, esperta un campagne di comunicazione internazionale e ed europea. Quest’ultime, specifica, toccano tematiche spesso non percepite dai cittadini come proposte dall’UE, ma che influenzano fortemente i nostri territori. Solo tramite la comprensione dell’impagto incidente di tutti i progetti proposto, infatti, é possibile formare cittadini europei, non solo nelle scuole ma anche nel contesto sociale in cui sono inseriti, al fine di creare una comunità che guardi al di fuori dei confini geografici.

La giornata si è chiusa tra applausi e sorrisi, con le parole di Gisella Langé che sono tornate a risuonare come un filo conduttore: “Connettere, condividere, ispirare e sorridere. Perché il sorriso parla la lingua universale della pace”.
È proprio questo il senso profondo dell’evento del 13 novembre: una scuola che sa andare oltre i confini, le lingue e le differenze, costruendo ponti di conoscenza e di umanità.
Il catering dell’evento è stato curato dai ragazzi dell’Istituto Adriano Tilgher, in conclusione dell’evento i ragazzi della 4E si sono esibiti intonando la canzone indonese “banm kalou banm”. I ragazzi della 4C si sono esibiti in uno sketch teatrale gestito dal professore Alessandro Mazzarelli.

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