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Gli scout e la pandemia. La forza viene dai giovani

di Editore Feb3,2022

“Non esiste buono o cattivo tempo, ma solo buono o cattivo equipaggiamento” diceva Baden-Powell, fondatore del movimento scout che nasce  a Londra nel 1907 e si diffonde poi in tutto il mondo. 

Le sue parole risuonano forti ancora oggi, in particolare in questo delicato periodo storico. È proprio con questa grinta e risolutezza che gli scout rispondono al problema della pandemia da Covid19.

L’arte del sapersi arrangiare e rinnovarsi ha aiutato il movimento scout a sorreggersi, nonostante lo scoutismo sia fondato sul contatto e lo stare insieme. Durante i lockdown, numerosi sono stati i gruppi che hanno continuato a svolgere le proprie attività in videochiamata, riadattandole alle nuove esigenze e possibilità. 

Il gruppo scout Portici 4 si è riunito settimanalmente sulla piattaforma Gather, che ha permesso ai ragazzi di ricreare digitalmente la propria sede e di camminarvi  attraverso degli avatar. Quando è stato possibile, con le graduali riaperture, sono state riprese le attività all’aperto, fulcro della vita scout. 

Nonostante le mascherine, il distanziamento e le altre accortezze legate alla trasmissione del virus, i ragazzi di tutta Italia hanno perseverato in questo particolare momento storico nell’impegno scout. Partecipando ai campi, offrendo il loro sostegno a servizio di una comunità che ancor più di prima ne manifesta il bisogno, scoprono se stessi  e la loro forza.

Ad oggi sono più di 38 milioni i bambini, i ragazzi e gli adulti che hanno intrapreso la strada dello scoutismo. Il movimento è fondato su 4 punti principali, dettati da Baden-Powell stesso:

  • salute e forza fisica 
  • abilità manuale, 
  • formazione del carattere 
  • servizio al prossimo. 

L’obiettivo  è quello di formare buoni cittadini, consapevoli delle proprie scelte e attenti a ciò che li circonda. Essere scout significa inoltre saper abbracciare un diverso stile di vita, andare incontro ad esperienze che si allontanano dalla normalità. Un giovane che affronta un campo scout immerso nella natura assieme ai suoi coetanei, svincolato da qualunque apparecchio elettronico, che si assume quotidianamente delle responsabilità, si troverà senz’altro avvantaggiato nella vita quando gli si porrà davanti un ostacolo.

Perché ha saputo rimboccarsi le maniche quando lui e la sua squadriglia non riuscivano a montare la tenda per passare la notte, non si è demoralizzato quando il tavolo da loro costruito continuava a traballare, ha imparato ad andare avanti e camminare anche quando la strada era in salita perché sapeva che prima o poi la discesa sarebbe arrivata e che il paesaggio mozzafiato lo avrebbe ripagato di ogni sforzo. 

Chi è scout lo dimostra anche al di fuori del gruppo, nella vita di tutti i giorni. Il bagaglio di valori ed esperienze acquisito aiuta ad affrontare i piccoli e grandi problemi -come l’emergenza pandemica- che l’esistenza pone.

Martina Mangiacapre

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