Venezia 78°, Roberto Benigni riceve il Leone d’oro alla Carriera: “Grazie Nicoletta, questo premio è tuo, ti appartiene”.

di Giuseppe De Martino

Durante la serata inaugurale della 78esima edizione della mostra del cinema di Venezia in molti si aspettavano da parte di Roberto Benigni un’esultanza esuberante come quella avvenuta agli Oscar del 1999 e invece solo grande commozione da parte dell’attore toscano che ritira il premio ringraziando tutto il pubblico in sala: “Io mi meritavo un gattino mentre un Leone d’oro qui a Venezia è il premio più bello e luminoso che si possa avere in Italia e nel mondo”. Ringraziamenti speciali anche a tutti quelli che hanno accompagnato e “illuminato” il suo cammino d’artista: Donato Sannini, Giuseppe Bertolucci, Vincenzo Cerami, Ferreri, Fellini, Renzo Arbore e Massimo Troisi, Woody Allen, Jim Jarmusch e Matteo Garrone con il quale ha realizzato il suo ultimo lavoro cinematografico “Pinocchio”.

Parole d’affetto e di stima anche al Presidente Mattarella, che ringrazia per tutto l’amore che ha dimostrato all’arte e allo sport, ricordandone l’emozione al gol di Bonucci a Wembley contro l’Inghilterra: “La vorrei abbracciare, in questi anni ci ha aiutato tanto, lei è un Presidente straordinario, rimanga per la prossima Mostra, rimanga con noi magari fino ai mondiali di calcio in Qatar perché porta fortuna, porta bene. Presidente, deve rimanere qualche anno in più”.Ma la vera dedica arriva dopo, alla moglie Nicoletta Braschi, con la quale ha condiviso molti traguardi : “Questo premio è tuo – dice – abbiamo fatto tutto insieme, per 40 anni. Lo portiamo a casa e lo dividiamo così: io mi prendo la coda per mostrarti la mia allegria, le ali invece sono le tue per il talento, il fascino, la femminilità. Ho imparato tanto stando con te sul set. La femminilità è un mistero che non comprendiamo, gli uomini sono donne che non ce l’hanno fatta, diceva Groucho Marx”. A pronunciare la laudatio per Roberto Benigni è stata Jane Campion, regista e sceneggiatrice di successo, paragonandolo a una “bottiglia di prosecco pronta ad esplodere” ricordandoci in ogni sua opera l’importanza di amare e di innamorarsi ogni giorno.

Giuseppe De Martino

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