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Incidente di Vermicino, la tragedia diventa docuserie

di Editore Giu19,2021


Nel giugno 1981 gran parte della popolazione italiana poté seguire per la prima volta con una diretta no-stop organizzata dalla Rai la tragedia di Vermicino, che vide la morte di Alfredo Rampi, meglio conosciuto dall’Italia intera come Alfredino; oggi, a distanza di quarant’anni, la vicenda ritorna in televisione grazie a “Alfredino – Una storia italiana”, una miniserie Sky Original prodotta da Marco Belardi che andrà in onda il 21 e il 28 giugno, concludendosi in due puntate. La serie ripercorre i fatti di Vermicino, ma si sofferma anche sulla nascita del Centro Alfredo Rampi, creato nell’81 per volontà della madre di Alfredino, Franca Rampi, per promuovere la prevenzione di incidenti ambientali e il miglioramento del soccorso tecnico e psicologico nelle emergenze; tematica della docuserie è anche la creazione delle basi di una struttura permanente della Protezione Civile, voluta dall’allora Presidente della Repubblica Sandro Pertini, sconcertato dalla confusione e dallo scarso funzionamento dei dipartimenti dello Stato.
“Una storia molto semplice: un bambino, in un ambiente familiare, che cade in un pozzo artesiano profondo 80 metri”. Così Marco Pontecorvo, regista della serie, ha definito il suo ultimo lavoro; dietro questa apparente semplicità, però, le vicende di Alfredino nascondono una narrazione universale e controversa: la fiction infatti non tralascia i lati più oscuri e morbosi della storia, come la spettacolarizzazione dei giornali e lo sfruttamento mediatico da parte delle televisioni, che cercavano un lieto fine, una “bella storia italiana”, e sono però andati incontro a una terribile tragedia. Pontecorvo, in conferenza stampa, ha dichiarato di aver tenuto “una rotta precisa, etica nel raccontare la storia di Alfredo Rampi a quarant’anni di distanza, cercando di non cadere nel melodramma e tenendo lontani il pietismo e la tv del dolore. Era una scelta dovuta nei confronti dei protagonisti di quella vicenda che appartiene all’Italia, entrata nel Dna di tutti noi”.
Nel cast vediamo Anna Foglietta, già attrice per la serie La mafia uccide solo d’estate e il docufilm Storia di Nilde, che interpreta Franca Rampi, Luca Angeletti nel ruolo di Ferdinando Rampi, Kim Cherubini nel ruolo di Alfredino, Massimo Dapporto nel ruolo del Presidente Sandro Pertini, Riccardo de Filippis nel ruolo dell’Angelo di Vermicino, Angelo Licheri, volontario che riuscì a toccare Alfredino senza però riuscire a salvarlo; infine, Francesco Acquaroli, Beniamino Marcone, Giacomo Ferrara, Daniele La Leggia e Valentina Romani a interpretare i pompieri, gli speleologi e i geologi coinvolti nella vicenda.

Marco Improta

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