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CARLA FRACCI CI HA LASCIATO. LA SUA STORIA NO

di Editore Mag27,2021 #danza #fracci #Italia

Si è spenta nella giornata del 27 maggio Carla Fracci, una delle più grandi ballerine del ventesimo secolo, dopo una lunga ed estenuante lotta contro un tumore. Nacque a Milano nell’agosto del “36 da Luigi Fracci, sergente maggiore alpino in Russia, e Rocca Santina, impiegata dell’Innocenti di Milano. Fu costretta a sfollare verso le campagne di Volongo per via della guerra, e tornò a Milano qualche anno dopo, una volta concluso il conflitto. Dopo alcune piccole esibizioni nel Circolo ricreativo dell’azienda di trasporti del padre, la convinsero a proporsi ad uno dei provini promossi dal Teatro la Scala. Superò l’esame, ma fece fatica ad abituarsi al rigido ambiente del teatro, finché non incontrò Margot Fonteyn, prima ballerina del Royal Ballet, che le fece sentire il palco come se fosse una seconda casa. Studiò dal 1946 alla Scala, diventando ballerina solista nel “56 e prima ballerina nel “58. Tra la fine degli anni cinquanta e l’inizio degli anni sessanta danzò in alcune compagnie straniere, come il London Festival Ballet, il Royal Ballet, lo Stuttgart Ballet ed il Royal Swedish Ballet. Ad oggi viene considerata come una delle più importanti danzatrici della storia: Il New York Times, infatti, la definì nel “81 “prima ballerina assoluta”. Oltre al balletto, Carla Fracci si impegnò in tante altre attività, come quella politica: dal giugno 2009 fino al 2014 fu Assessore alla Cultura della Provincia di Firenze, e ambasciatrice expo nel 2015. La sua grandezza fu ammirata anche da Eugenio Montale, che le dedicò una poesia (La danzatrice stanca), presente nel “Diario del ‘71 e del ‘72”. Nel 1982 compare nello sceneggiato Rai “Verdi”, interpretando il ruolo di Giuseppina Strepponi. Nel 2013 la Mondadori pubblicò la sua autobiografia, intitolata “Passo dopo passo”, e firmò la prefazione di “Ballerina”, libro scritto da Roberto Baiocchi e pubblicato tramite Giunti Editore. Ottenne l’onorificenza di “Grande Ufficiale dell’Ordine al merito della Repubblica Italiana” nel 1983, la “medaglia d’oro ai benemeriti della cultura e dell’arte” nel 2000 e la “Dama di gran croce dell’Ordine al merito della Repubblica Italiana” nel 2003. Inoltre, nel 2018 ottenne il “Premio nazionale Toson d’oro di Vespasiano Gonzaga” ed il “premio alla carriera” dal Senato della Repubblica italiana nel 2020. 

Francesco Maddaluno

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