Mar. Giu 25th, 2024

CORONATION: IL DOCUFILM SUL CORONAVIRUS

Coronation è un docufilm prodotto da Ai Weiwei, celebre regista e attivista per i diritti umani, che cerca di raccontare l’epidemia di CoronaVirus tramite video inediti registrati direttamente a Wuhan durante il primo lockdown. Il film, uscito ufficialmente su Vimeo On Demand il 21 agosto 2020, è stato candidato a diversi festival, come quello di Toronto, Venezia e New York che, dopo un primo segno di interesse, hanno rifiutato di accettare l’opera (così come Amazon Prime Video e Netflix). Il regista li ha accusati di aver preso questa decisione per evitare possibili incrinazioni nei rapporti commerciali con il paese di Xi Jinping. Un addetto stampa del New York Film Festival, però, ha risposto via email alle accuse, affermando che “le pressioni politiche non hanno mai avuto un ruolo nella selezione dei contenuti del festival.”

Il docufilm contiene importanti testimonianze, specialmente delle terapie intensive cinesi, per un totale di cinquecento ore di girato, compresse, infine, in un lavoro di circa due ore.  

Ai Weiwei ha diretto il film dall’Europa, pagando da remoto numerose troupe e cittadini affinché potessero fornire una testimonianza reale della quotidianità della città della Cina centrale. 

Chi è “Ai Weiwei”?

È un artista ed un designer Cinese. Il padre, Ai Qing, fu accusato di diffondere delle idee di destra, e fu mandato dal Partito Comunista nei campi di rieducazione militare. La famiglia Ai fu costretta a nascondersi in una grotta nel deserto dei Gobi, mentre il padre fu obbligato a svolgere servizi sociali nel paese. Nel 1981 il regista decide di lasciare Pechino, per dirigersi a New York, dove vivrà per dodici anni. Nel 1993 torna in Cina per assistere il padre gravemente malato. In questo periodo pubblica tre libri sull’arte, intitolati: The Black Cover Book, The White Cover Book e The Grey Cover Book, in cui sostiene che il governo cinese, con la sua politica comunista e capitalista, sta cancellando man mano l’eredità culturale del paese. Nel 1995 Ai Weiwei pubblica un video, intitolato “Dropping a Han Dinasy Urn” in cui fa cadere a terra una cineraria cinese di circa 2000 anni, in segno di protesta. Nel 2005 apre un blog in cui critica fortemente la politica cinese. Nel 2008, in seguito al crollo di alcune scuole, dovute ad un terremoto, denuncia pubblicamente le irregolarità edilizie con cui erano stati costruiti gli istituti. Viene picchiato ed interrogato dalla polizia, ed il suo sito viene censurato. Poco dopo, creerà l’opera “Snake bag”: un lungo serpente creato interamente usando zaini scolastici. Nel 2010 costruisce uno studio a Shangai, ma il governo cinese glielo rade al suolo, sostenendo che non fosse costruito secondo i permessi. Nel 2011 viene arrestato a Pechino per evasione fiscale, e viene detenuto in un luogo segreto per circa 81 giorni. In seguito ad una multa di 2,36 milioni di dollari ed il ritiro del passaporto, gli viene vietato di parlare con la stampa, pubblicare articoli, esporre opere e svolgere attività pubbliche. Il suo nome, infatti, sparisce improvvisamente da tutti i motori di ricerca e la sua casa controllata da telecamere ed agenti di sorveglianza fino alla fine della detenzione. 

Francesco Maddaluno

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