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Attivisti di “Ultima Generazione”: chi sono?

di Editore Set7,2023


Nata circa un anno fa da una costola di Rete A22, sigla del mondo dell’eco attivismo,
Ultima Generazione si è velocemente guadagnata l’attenzione dell’opinione
pubblica con proteste provocatorie, dove compiono azioni di “disobbedienza civile
nonviolenta” per ottenere misure di contrasto al collasso eco climatico a cui stiamo
andando incontro a causa delle troppe emissioni. Gli attivisti (anche se loro
preferiscono definirsi “cittadini preoccupati per gli effetti della crisi climatica.”) per
sensibilizzare bloccano ponti e autostrade, versano su quadri e opere d’arte getti di
vernice, farina e liquidi vari. Sono in molti però a chiedersi come faccia questa realtà
a sostenere le proprie attività, tipo pagarsi le spese legali alle quali vanno incontro.
Come dichiarato più volte dai protagonisti dei blitz, Ultima Generazione si sostiene
principalmente in 3 modi: sistema di crowdfunding, avvocati che offrono i propri
servizi pro bono e Climate Emergency Fund (finanziamenti per il reclutamento, la
formazione e il rafforzamento delle capacità di ogni campagna). La prima volta che
sentiamo parlare di questa realtà è all’inizio del 2022 per via di alcuni imbrattamenti
alla sede del Ministero della Transizione Ecologica a Roma, accompagnati
contemporaneamente da diversi scioperi della fame. Oltre allo scalpore generato da
questi episodi, nel corso del tempo ci sono stati altri eventi che hanno acceso
l’attenzione generale verso questa realtà. Ricordiamo, ad esempio, l’imbrattamento
al Senato, i vari blocchi stradale sul GRA (il Grande Raccordo Anulare di Roma),
l’incollamento all’Acquario di Genova, una zuppa lanciata su un quadro di Van Gogh,
l’incollamento alla “Primavera” di Botticelli a Firenze e l’imbrattamento del Palazzo
della Signoria a Firenze (con conseguente reazione del sindaco Nardella). Gli ultimi
episodi che si sono verificati sono avvenuti a Milano e Berlino. A viale Fulvio Testi a
Milano gli automobilisti sono insorti per cercare di liberare il passaggio e procedere,
ma i ragazzi sono rimasti seduti sull’asfalto, legandosi tra loro con una catena, al
grido del loro “Fondi riparazioni” – come riportano anche sul cartello – con
l’obiettivo infatti di sensibilizzare cittadini e istituzioni sul cambiamento climatico,
“servono fondi per le vittime delle catastrofi climatiche. La protesta ha mandato il
traffico in tilt creando lunghe code. In pochi minuti sul posto sono arrivati i
carabinieri e i poliziotti che hanno cercato di ripristinare lo scorrere del traffico.
Oltre ai militari in strada, sono arrivati anche gli studenti di passaggio per
raggiungere le loro scuole: questi hanno solidarizzano con gli automobilisti. Dopo
qualche minuto gli attivisti hanno lasciato passare un’ambulanza: una volta che si
sono spostati la polizia ha impedito loro di rimettersi in strada permettendo così

nuovamente alle auto di passare. Le donne che hanno fatto resistenza passiva sono
state fatte salire sulle volanti e portate in questura a Milano. “Chiediamo fondi, non
a spese dei cittadini, per chi ha vissuto e vivrà catastrofi”. “Non vorrei essere qui oggi
ma ho deciso di bloccare la routine delle persone, compresa la mia, usando
unicamente il mio corpo per urlare che non possiamo più fare finta di niente. Non
abbiamo più tempo. A spingermi è l’amore verso le persone a me più care. Ho paura
di perderle, ho paura che una catastrofe le porti via da me”, ha detto Alessandra.
“Ho quasi 72 anni e sono qui oggi perché penso che sia un dovere delle persone della
mia età assumersi le proprie responsabilità. Quello che sta accadendo è orribile e
spaventoso”, ha aggiunto Carmen. Gli attivisti di ‘Ultima Generazione’ hanno
organizzato un’altra giornata di proteste a Berlino, bloccando le strade principali
nelle ore di punta prima di essere allontanati dalla polizia. Secondo un comunicato
stampa diffuso dagli attivisti, almeno altri 18 piccoli gruppi hanno bloccato le strade
della capitale tedesca. L’organizzazione vuole attirare l’attenzione sulla minaccia del
riscaldamento globale e sulla necessità che i governi intensifichino le misure per
ridurre le emissioni di gas serra.

Giuseppe De Martino

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