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“Ever dream this man?”: Quella volta che un uomo apparve in sogno a più di 8.000 persone.

di Editore Giu17,2023


Siamo nel lontano gennaio 2006, quando a New York in uno studio psichiatrico una
paziente abbozza su un foglio di carta il volto di un uomo che afferma essere un
soggetto ricorrente nei suoi sogni, nonostante ella non l’avesse mai visto nella vita
reale. L’uomo in questione era rappresentato con Sopracciglia folte, un accenno di
calvizie e occhi tanto magnetici quanto inquietanti. Secondo la testimonianza della
donna, lo sconosciuto che spesso le appariva in sogno le parlava, le dispensava
consigli e suggerimenti sulla sua vita privata seppur lei continuasse a giurare di non
aver mai visto quell’uomo. Il ritratto, abbandonato sulla scrivania del professionista
per alcuni giorni, venne visto da un altro paziente che affermò di riconoscere quel
volto e disse che “quell’uomo” lo visitata molto spesso nei suoi sogni affermando
però di non averlo mai visto da sveglio. Lo psichiatra quindi, scioccato, condivise il
disegno con alcuni suoi colleghi e dopo quattro mesi raccolse le testimonianze di
altre quattro persone che avevano riconosciuto l’uomo in quanto era già da tempo
una presenza frequente nei loro sogni. Da quel giorno in poi, il “sogno collettivo” di
poche decine di persone divenne virale e tangibile infatti 2.000 persone provenienti
da città di tutto il mondo come Los Angeles , Berlino , San Paolo , Teheran , Pechino ,
Roma , Barcellona , ​​Stoccolma , Parigi , Nuova Delhi e Mosca avevano affermato di
aver visto l’uomo. Le persone però che avevano visto “Quest’uomo” (“This Man”)
non avevano nessuna relazione fra di loro ne tanto meno caratteristiche comuni. In
poco tempo nacque ThisMan.org, un misterioso sito che subito si occupò di
raccogliere le testimonianze di tutti coloro che – in migliaia, fino ad arrivare a 8.000
persone, da ogni parte del mondo – asserivano di aver sognato la stessa persona. Il
fenomeno divenne così virale che iniziarono a parlarne anche su vari siti web, blog e
iniziarono ad apparire i primi cartelli e immagini affisse per le strade di diverse città
nel mondo affinché più persone possibili iniziassero a parlare di questo fenomeno e
di farsi avanti nel caso qualcuno conoscesse l’uomo in questione. Le storie anonime
di presunti testimoni variavano nel suo comportamento e nelle azioni nei sogni
infatti, il cui contenuto spazia da fantasie romantiche o sessualità con quest’uomo,
all’attacco e all’uccisione del sognatore, al dare consigli criptici sulla vita. Il sito
ThisMan.org ha cercato di trovare una spiegazione a questo fenomeno ipotizzato
cinque teorie sulle origini di quest’uomo:
1)La teoria dell’archetipo: quest’uomo è un esempio del concetto di Carl Jung dell'”
immagine archetipica ” inconscia che le persone vedono durante situazioni di vita

molto difficili, spesso quando si avverte la mancanza di qualcosa sia da un punto di
vista affettivo che materiale
2)La teoria religiosa: quest’uomo è una manifestazione di Dio. E che quindi
attraverso le parole di quest’uomo non sarebbero altro che le parole del Signore che
egli pronuncia ai suoi fedeli per dare consigli o suggerimenti per riportarci sulla retta
via
3)La teoria del Dream Surfer: una forza esterna impianta quest’uomo nei sogni delle
persone, sia dalla proiezione soprannaturale di qualcuno , sia dal condizionamento
mentale di una società.
4)La teoria dell’imitazione del sogno: le persone sognano quest’uomo solo dopo
aver già appreso del fenomeno e dove l’immagine non lascia altro che
un’impressione nelle loro menti.
5)La teoria del riconoscimento diurno: le persone ricordano male i volti dei loro
sogni e quindi pensano di aver visto il volto del “This Man”.
Nessuna di queste teorie però è mai stata supportata da prove o indagini. Ma allora
chi è “This Man” e com’è nata la sua storia? La grande popolarità è diffusione di
questo fenomeno si deve all’italiano Andrea Natella sociologo e guru di “guerriglia
marketing” il quale aveva orchestrato un gigantesco esperimento sociale. Ad egli
infatti si deve la diffusione della leggenda di “This Man” e l’astuta creazione del sito
ThisMan.org che ne ha consacrato il successo planetario. Ancora, dopo anni, il vero
obiettivo di questa campagna virale risulta oscuro, ma a posteriori essa potrebbe
essere vista come una denuncia alla “pigrizia mentale sul web” e al sempre più
preoccupante effetto di suggestione che condiziona le nostre giornate… e a quanto
parte anche le nostre nottate. Infatti, nonostante si sia rivelato totalmente fasullo, il
caso di This Man ha comunque provocato un effetto inaspettato: migliaia di persone
in tutto il mondo erano infatti pronte a giurare di aver visto quell’inquietante uomo
dalle folte sopracciglia nei loro sogni e – per quanto statisticamente possiamo
immaginare che alcune di loro fossero in malafede – la maggior parte era davvero
convinta di quanto affermava. A fornirci una spiegazione di fronte a questo strano
fenomeno non è il mondo dei sogni, ma piuttosto la psicologia e, nello specifico, i
cosiddetti falsi ricordi. Essi sono frammenti di eventi, alcuni vissuti realmente ed altri
esclusivamente immaginati, che cuciti insieme creano una visione distorta, parziale
o imprecisa della nostra realtà. In particolare, i falsi ricordi definiti “momentanei” o
“provocati” fanno sì che per mezzo della suggestione (in questo caso inculcata
involontariamente da un effetto domino sul web che proclamava l’esistenza del
“viaggiatore dei sogni”) l’individuo si convince di aver visto o esperito qualcosa che

in realtà non è mai accaduto. Ma dopotutto questo, una domanda ci sorge
spontanea: Una cosa del genere potrà ma accadere? Il primo a teorizzare l’esistenza
di “sogni collettivi” fu Carl Gustav Jung, che nella sua teorizzazione dell’attività
onirica introdusse la nozione di inconscio collettivo. Mentre Freud credeva che i
sogni fossero delle esperienze puramente individuali capaci di esternare stralci della
psiche “rimossa” della persona, secondo la teoria psicoanalitica di Jung essi
racchiudevano in sé “i resti di una primitiva civiltà, un mondo che solo a stento può
essere raggiunto o illuminato dalla coscienza”. Abbracciando la storia dell’intera
umanità, durante il sonno infatti si manifesterebbero inconsciamente tutti quegli
archetipi, arcaici e primordiali, che accomunano gli individui indipendentemente
dalla loro cultura, età o collocazione geografica. Sempre secondo Jung, la tendenza
umana nel formare archetipi – immagini emotive istintive ed innate – è naturale
“come quella degli uccelli per costruire nidi”: essi sono culla di un messaggio insito
in ognuno di noi, le cui infinite forme e figure appartengono al nostro bagaglio
storico e biologico da sempre ed hanno trovato posto prima nelle mitologie, poi
nelle antiche leggende, nelle favole e infine nelle nostre fantasie attuali o nei sogni.
A testimonianza di questa “rete mentale umana” – che per molti aspetti si riallaccia
alla visione della vita dell’ubuntu africano – sarebbe, sempre secondo Jung, il fatto
che alcuni sogni (tra cui quello di volare) sono comuni a tutte le persone
indipendentemente dalla zona del globo in cui sono nati o in cui ancora vivono.

Giuseppe De Martino

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