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Danza, che passione

di Editore Feb26,2022

“Certe cose si possono dire con le parole, altre con i movimenti. Ci sono anche dei momenti in cui si rimane senza parole, completamente perduti e disorientati, non si sa piu? che cosa fare. A questo punto comincia la danza.”.

Con queste parole Pina Bausch, una tra le più note coreografe a livello mondiale, decide di descrivere la danza. 

La danza è una vera e propria forma di comunicazione capace di esprimere al meglio ciò che il danzatore prova. Un bravo ballerino infatti, nonostante i molteplici personaggi da interpretare, non avrà mai bisogno di fingere sul palco poiché si unisce talmente tanto alla musica da entrare in un’altra dimensione in cui ha la possibiltà di raccontare se stesso.

Anni di storia della danza hanno portato allo sviluppo di diversi stili con caratteristice e metodi di apprendimento differenti. Sicuramente i più conosciuti sono: la danza classica leggiadra ed elegante, la danza contemporanea fluida e comunicativa e l’hip-hop coinvolgente e esuberante

La danza classica utilizza tecniche accademiche definite a Parigi dai maestri della Royal Academy of Dance, fondata da Luigi XIV nel 1661. Il maestro e coreografo dell’epoca, Pierre Beauchamp, compilò le cinque posizioni classiche e la maggior parte dei passi tutt’ora utilizzati che per questo sono tutti in lingua francese. Disciplina, impegno, dedizione e costanza sono i requisiti fondamentali di un ballerino classico, che nel corso degli anni riuscirà a sviluppare, grazie ad attività fisiche molto intense, una coordinazione e una flessibilità di movimento molto sviluppata in tutto il corpo, ed è proprio la tecnica della danza classica che costituisce una base imprescindibile per tutti gli altri stili di ballo.  

Tra gli stili discendenti dalla tecnica classica c’è la danza contemporanea che, però, si discosta dalle forme e dalle rigidità canoniche del balletto romantico e torna a svolgere la sua funzione essenziale: la comunicazione. Ovviamente anche la danza contemporanea segue una tecnica, non rigida come quella classica ma ugualmente da studiare con impegno. Comprende varie tecniche come il floorwork, le cadute, il recupero, l’improvvisazione e l’integrazione di discipline come lo yoga, il pilates e le arti marziali.

Differenza significativa tra il mondo classico e quello contemporano è l’utilizzo dello spazio. La danza classica infatti si sviluppa verso l’alto sia con passi come i grandi salti (esempio il grand jeté), sia con postura sempre dritta e lineare. La danza contemporanea invece tende al suolo, una declinazione del contemporaneo è infatti il floorwork ovvero un lavoro che cambia la relazione del corpo e richiede ai ballerini di “entrare e uscire dal pavimento”. 

Ciè che fa da ponte tra la danza classica e contemporanea è la danza neoclassica. Quest’ultimo riprende il tradizionale bagaglio tecnico  del linguaggio accademico, ma le utilizza con maggiore libertà di movimento soprattutto nella parte alta del corpo che spesso porta il ballerino a danzare fuori asse. Tra l’altro la danza neoclassica continua ad utilizzare la scarpe da punta, completamene dimenticate, invece, nella danza contemporanea.

Matilde Improta

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